La differenza tra credere e avere fede

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RICONOSCI E AFFERMA IL TUO POTERE SPIRITUALE!

Autore del post: Mike Allen

L’incontro con la dimensione più profonda ed elevata di sé, e l’impegno di manifestare questa parte più profonda ed elevata di sé nella propria vita quotidiana, può essere fatto da tutti, dai laici come dai religiosi, dagli atei come dai credenti, dai materialisti come dagli spiritualisti.
Tutti infatti sentiamo dentro di noi la “presenza” di questo “qualcosa” di indefinibile che ci spinge alla nostra più autentica realizzazione, che ci ispira e ci guida, e a cui ci affidiamo, irrazionalmente, intuitivamente, quasi senza accorgercene.

IN NOME DI QUEL "QUALCOSA"

I credenti possono chiamare questo qualcosa “Dio”, e nominarlo a seconda della propria cultura religiosa (“Jahwè”, “Allah”, “Brahman”, “Wakan Tanka”…); ma anche i non credenti possono chiamarlo, questo “qualcosa”. E lo chiamano, infatti: lo chiamano “ispirazione”, “intuizione”, “sesto senso”, oppure lo chiamano “sorte”, “caso”, “fortuna”, “mano invisibile”, oppure ancora lo chiamano “Verità”, “Giustizia”, “Bene”.
Ma nessuno di noi può vivere la propria vita senza riferirsi a questo misterioso “QUALCOSA”, a questo supremo Meta-Valore che costituisce la matrice, il modello o l’infrastruttura di ogni valore.
Perciò non devi credere per sviluppare il tuo potere spirituale, però devi avere fede nel tuo potere spirituale.
Devi cioè sviluppare il senso di certezza dell’esistenza di questo “qualcosa”, devi sviluppare fiducia incondizionata verso di esso, avere fede nel fatto che esso esiste veramente, e che agisce attivamente nella tua vita.
Non devi credere, devi avere fede.
E la fede non puoi fare altro che coltivarla, nutrirla e curarla ogni giorno.
Non c’è alternativa. Nessuno nasce con la fede, nasciamo tutti con il dubbio: la fede la sviluppiamo con la nostra perseveranza e la nostra conoscenza. Così evolviamo spiritualmente.
Per sviluppare la fede, ancora, ogni volta, devi ritirarti in te stesso, devi entrare dentro di te, nel tuo silenzio.

NEL SILENZIO DELLA PROPRIA FEDE

Fuori dal silenzio puoi essere assalito da dubbi, indecisioni, paure, incertezze, sensi di colpa, pentimenti. Fuori dal silenzio puoi essere preda del passato del futuro. Nel silenzio tutto questo cessa. Cessa il tempo, cessa il passato, cessa il futuro, cessa ogni errore, ogni fallimento, ogni pentimento. Cessa ogni incertezza, ogni paura, ogni dubbio.
Tutto, nel presente eterno del silenzio, è perfetto. Esisti solo tu, e comprendi che la tua esistenza è perfetta. Nel silenzio tu fai silenzio. Nel tuo silenzio fai tuo il silenzio. Facendo silenzio la tua voce interiore, la tua vera voce interiore, inizia a parlarti e tu riesci ad ascoltarla perché finalmente riesce a distinguerla dal mormorio.
È nel silenzio che distingui esattamente anche ciò che vuoi e quindi, centrato su te stesso, inizi finalmente capire cosa vuoi veramente e quindi che cosa chiedere. Quando sai chiedere, se già predisposto ricevere. “Bussa e ti sarà aperto”.
Ogni giorno, perciò, trova il tempo per entrare nel silenzio.

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